Archivio del Maggio, 2006



Nuove frontiere in terapia manuale

Pubblicato il 25 Maggio 2006

La matrice extracellulare (ECM) à¯Â¿Â½ il substrato per l’adesione, crescita e differenziazione cellulare, e fornisce il supporto meccanico dei tessuti.
Oggi si sa bene che le cellule di tessuto connettivo adattano la loro ECM ai cambiamenti che accadono durante carichi meccanici, come, nel rimaneggiamento osseo (ad esempio quando si portano dei tacchi alti per un lungo periodo si rimaneggia l’architettura dell’osso tibiale per la differenza di carico) o nella cicatrizzazione dei tessuti (es. formazione di cheloidi o tessuti fibrotici aderenziali).


Prefazione di Leon Chaitow al libro “Meridiani Miofasciali”

Pubblicato il 16 Maggio 2006

Ad ogni istante, un momento di intenso apprezzamento per la pura meraviglia del corpo e dei suoi meccanismi esplode nella mia coscienza. Sono entusiasta di qualsiasi argomento che tratti nuovi modi di vedere vecchie idee, e questo genere di “momenti di verità probabilmente accade a tutti noi. La mia lista personale di esperienze rivelatorie comprende […]


“Ri-pensare il corpo”, introduzione di Jader Tolja al libro “Meridiani Miofasciali”

Pubblicato il

Come le tecniche corporee avanzate stanno cambiando la concezione dell’anatomia umana.

Cià¯Â¿Â½ che ricordo con pià¯Â¿Â½ chiarezza della prima esperienza di sala operatoria, à¯Â¿Â½ stata la meraviglia per la grande differenza tra il corpo umano, cosà¯Â¿Â½ come si studiava sui libri e gli atlanti di anatomia e quello su cui si operava in vivo. La gran parte del lavoro chirurgico consiste infatti nell’aprirsi la strada attraverso fasci di connettivo e nel richiuderla poi, ricucendo uno strato alla volta.
In pratica il corpo umano, cosà¯Â¿Â½ come lo vediamo descritto nelle illustrazioni, à¯Â¿Â½ una pura astrazione, perchà¯Â¿Â½ nella realtà¯Â¿Â½ non esiste nulla di simile. Analogamente aprendo un cadavere, ma anche semplicemente una coscia di pollo, ci si puà¯Â¿Â½ facilmente rendere conto come non esistano dei bei muscoletti rossi, separati gli uni dagli altri, dai tendini, dalle capsule, dai legamenti, dall’osso, dal derma e cosà¯Â¿Â½ via, ma che ci si trova di fronte ad un intricato e complesso ‘continuum’ in cui non c’à¯Â¿Â½ davvero alcuna soluzione di continuità¯Â¿Â½ tra un tessuto e l’altro.