La Linea Superficiale Posteriore

© Elsevier Science Limited 2002. All rights reserved.Edizione originale Elsevier Science Limited 2002. © Thomas Myers. All rights reserved.

La prima linea, la Linea Superficiale Posteriore (LSP) (Fig 3.1) è presentata in particolare dettaglio, allo scopo di chiarire meglio alcuni dei concetti generali e specifici dei Muscolar Trains. I successivi capitoli sugli altri meridiani miofasciali utilizzano la stessa terminologia e formato introdotti in questo capitolo. Qualsiasi sia la linea che più vi interessa può essere di aiuto leggere prima questo capitolo.
La Linea Superficiale Posteriore.

Vista d’insieme

La Linea Superficiale Posteriore (LSP) connette l’intera superficie posteriore del corpo dal fondo del piede fino alla cima della testa in due pezzi - piede ginocchia, ginocchia fronte (Fig. 3.2). Quando le ginocchia sono estese, come in piedi, la LSP funziona come una linea continua di miofascia integrata.
Percorsi e stazioni della Linea Superficiale Posteriore
Funzione posturale

La funzione peculiare della LSP è di supportare il corpo nella piena estensione, per prevenire la tendenza a curvarsi in fuori nella flessione. Questa funzione posturale che dura tutto il giorno richiede una alta percentuale di fibre muscolari resistenti e a lenta contrazione in questa porzione muscolare della banda miofasciale. La costante funzione posturale richiede anche lamine e bande extra forti nella porzione fasciale, come nel tendine d’Achille, tendine delle gambe, legamento sacrotuberoso, fascia toracolombare, i ‘cavi’ del muscolo estensore della colonna, e alla cresta occipitale.
L’eccezione per le funzione di estensione viene dalla ginocchia, che sono unicamente flesse all’indietro dai muscoli della LSP. Nella posizione eretta, i tendini incrociati della LSP assistono i legamenti crociati nel mantenimento dell’allineamento posturale tra la tibia ed il femore.

Funzione di movimento

Con l’eccezione della flessione alle ginocchia e la flessione plantare alle caviglie, la funzione totale di movimento della LSP è di creare estensione ed iperestensione. Nello sviluppo umano i muscoli della LSP sollevano il capo del neonato dalla flessione fetale, con il progressivo impegno e raggiungimento attraverso gli occhi ed il resto del corpo, quando il bambino acquisisce stabilità in ciascuno degli stadi di sviluppo, fino alla posizione eretta a circa un anno dalla nascita (Fig. 3.3).
Nello sviluppo la LSP si accorcia per portarci da una curva fetale di flessione primaria verso una curva di controbilanciamento di postura eretta. Ulteriori accorciamenti dei muscoli della LSP producono iperestensione.
Poiché siamo nati in posizione flessa, con l’attenzione maggiormente all’interno, lo sviluppo di forza, competenza, e bilanciamento nella LSP è associato con il movimento di lenta onda di maturazione da questa flessione primaria in una completa e facilmente mantenuta estensione. L’autore del Salmo 121, che scrisse “Io solleverò i miei occhi fino ai monti, dai quali viene il mio aiuto”, è abilitato a farlo proprio per la LSP.


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