Lo scalpo

scalpo

scalpoLo scalpo

Sebbene lo scalpo possa sembrare come intonacato sul cranio e principalmente non muscolare, esso è ancora un’area attiva per la LSP e per altre linee, dove può avere anche molto rilievo. E’ come se lo scalpo fosse la fine di tutte queste linee longitudinali, così che tirare e rilasciare da questa zona è come giocare con i fili di una marionetta. Aree pià ¹ vaste di tensione fibrosa possono essere eliminate caudalmente lavorando con il dorso delle dita in estensione.
Un esame pià ¹ ravvicinato e dettagliato dello scalpo dal bordo occipitale alla fronte rivelerà anche piccoli fascetti fusiformi che, sebbene a volte difficili da rintracciare data la loro piccolezza, sono spesso straordinariamente tesi e dolorosi al tocco. Possono essere sciolti attraverso la pressione di dita ferme (a volte con le unghie) applicata esattamente al centro del nodo (fatevi aiutare dal cliente per trovarle) per circa un minuto o fino a che il nodo è intermante sciolto. Una applicazione effettiva in questo modo può essere sovente causa di rilassamento per tutta la linea interessata.
Fate molta attenzione a come sono orientati questi fascetti, dato che molte linee si mischiano nella fascia dello scalpo, ed i fusi si allineeranno come l’ago della bussola lungo la direzione della tensione. E’ possibile trovare tensioni da tutte le linee cardinali pià ¹ la Linea Spirale o la LSP delle braccia.
Uno scalpo generalmente in tensione può essere ammorbidito pià ¹ gentilmente utilizzando i polpastrelli con un lento movimento circolare, muovendo la pelle sull’osso fino a sentire che lo scalpo è libero dai blocchi con il cranio sottostante. Questo metodo può avere particolare efficacia se utilizzate i polpastrelli e non le punte, e state con dolcezza, senza forzare.


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