Considerazioni generali sul trattamento del movimento











Considerazioni generali sul trattamento del movimento
La mobilità e motilità generale della LSP coinvolge la capacità di consentire al tronco ed alle anche di flettersi con le ginocchia estese, e di creare ipertensione al tronco, flessione delle ginocchia e flessione plantare. Perchà © i vari tipi di piegamenti in avanti sono tutti ottime vie per fare stretching della linea come un tutto o per segmenti isolati, mentre l’ipertensione posturale è un segno dell’ipertono o dell’accorciamento della miofascia della LSP.
Stretch totale
NOTA: questi stretch, ricavati essenzialmente dalle asana dello yoga, sono stati inclusi per chiarezza e per ispirazione. Fate attenzione per voi o per i clienti nel fare stretching senza adeguata preparazione e addestramento, che potrebbe causare danni e risultati negativi. Utilizzateli con cautela e addestratevi o fate riferimenti ad esperti.
Stretch totali (in grado di difficoltà crescente) includono un piegamento avanti da seduti, piegamento da in piedi (Fig. 3.23A), il cane che si stira (Fig. 3.23B) e la posizione dell’aratro (Fig. 4.7B).
La posizione del bambino può essere usata per fare stretching alla fascia degli estensori e dello scalpo. La posizione delle spalle è specifica la parte alta posteriore e per la parte del collo della LSP. Un piegamento avanti su un tavolo isolerà la parte delle gambe della LSP.
Per coloro che hanno possibilità di usare la palla fisioterapica, un rotolamento da proni sopra una di esse molto grande sarà un’ottimo modo per rilassare tutta la LSP.
Aree specifiche
Di nuovo andando verso l’alto per convenienza, una tensione della fascia plantare limiterà la mobilità del piede così come limiterà il movimento della LSP per intero. Un tecnica semplice ma efficace consiste nel metter una cliente scalza in piedi e farla piegare in avanti a ginocchia tese, chiedendogli come si sente. Dopodichà © fate mettere alla cliente un palla da tennis sotto il piede. Dovrà farla rotolare muovendo il piede e caricando il peso nelle varie zone del piede dal tallone alle dita, badando a dove sente piacere o fastidio. Dovrà spingere a sufficienza per sentire piacere o dolore, e dovrà sostenere quella pressione per almeno 20 secondi, o di pià ¹. L’intero esercizio durerà alcuni minuti. A questo punto fatela piegare di nuovo e chiedetele di fare molta attenzione alla differenza nel percepire i due lati della LSP. Spesso il paragone è diversissimo. Fatele fare l’esercizio anche con l’altro piede ovviamente, e testate se il piegamento è adesso pari, ed anche con maggiore mobilità . Tutti i movimenti che richiedono una flessione del dorso causeranno uno stretch della sezione polpaccio plantare della LSP. Tutti i piegamenti in avanti descritti fino adesso aiuteranno nell’allungamento del gruppo dei tendini delle gambe.
Un movimento ondulatorio indotto per tutta la LSP, in special modo per gli estensori spinali e i tessuti circostanti, è ottimo per rilassare e risvegliare la LSP. Mettete il cliente steso prono, o in una posizione distesa confortevole. Chiedete di tendere i muscoli della pancia, così che un’onda di flessione vada parta dalla zona posteriore bassa e dalle pelvi. Incoraggiate questo moto ondulatorio ad allargasi progressivamente attraverso l’intero dorso o anche già ¹ per le gambe. Guardate il movimento ed osservate dove ci sono punti morti - posti dove il movimento è soffocato e non passa oltre. Mettete le mani su questi punti morti ed incoraggiate il cliente a portare il movimento in quell’area. Essi facilmente ci proveranno facendo grossi sforzi per forzare il movimento ad oltrepassare queste aree, ma movimenti pià ¹ piccoli, con pause per assorbire, saranno molto pià ¹ efficaci. Mentre le restrizioni hanno luogo pià ¹ spesso negli schemi di flesso-estensione, le onde che coinvolgono flessioni laterali o rotazioni possono essere anche di aiuto.
L’area suboccipitale in cima al collo è un’area che spesso incamera eccessi di tensione ed immobilità . Questo muscoli, il rectus capitis posterior minor e maior, e l’obliquus capitis superior e inferior, fanno da mediatori tra i movimenti degli occhi e quelli della colonna, e sono perciò abbondantemente forniti di recettori di tensione. La loro importanza alla mobilità generale della LSP può essere fortemente sovrastimata. Questi muscoli creano gli inizi di ipertensioni e rotazioni, e protrazioni occipitali (uno slittamento anteriore della testa sul collo). Sono stirati dalla flessione cervicale superiore, dalla rotazione e dallo slittamento posteriore dei condili di atlante.
Per indurre movimento in quest’area occorre concentrarsi per focalizzare il movimento sulla cima del collo, dato che movimenti similari possono essere causati dagli espressi che passano sopra questi locali essenziali ed antichi. Da sdraiati supini e facendo attenzione alla cima delle cervicali sotto il cranio, fate scivolare verso l’alto la parte posteriore della testa allontanandola dal corpo, ma senza sollevarla dalla superficie su cui siete appoggiati. Rimanendo in questa posizione di flessione ed allungamento delle cervicali alte, ruotate lentamente, di nuovo focalizzandovi sulle cervicali.
Le lezioni di Moshe Feldenkrais sul “movimento attraverso la consapevolezza”, che separano i movimento degli occhi dal collo e dal corpo, sono ineguagliate nella capacità di chiarire e differenziare questi muscoli in quest’area.
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Articolo pubblicato da il Giovedì, Settembre 1st, 2005 all'ora 1:13 pm e si trova in Tessuto connettivo. Leggi i commenti all'articolo nel feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento , o l'indirizzo web del tuo sito.
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